Alabarda, origini e storia del simbolo di Trieste.

La città di Trieste ci ha da sempre affascinati per molteplici caratteristiche quali città di frontiera, connubio tra mare e montagna, fusione di più lingue e dialetti e culture mescolate tra di loro che rivivono nella cucina, nei costumi e nella società stessa ancora oggi.

La nostra esperienza triestina ha origini nel primo dopoguerra. Ha portato il capostipite della nostra famiglia a cercar fortuna e ha scoperto un mondo!




Trieste si identifica da sempre con la famosa Alabarda, utilizzata come simbolo su stendardi, rappresentazioni e monete sin dal 1236 sotto il vescovado Volrico de Portis.



Nella chiesa di San Giusto, oggi patrono di Trieste, è conservata la “lancia” primordiale simbolo della città che si presume appartenesse al tribuno romano Sergio della XIII legione Apollinare, cristiano devoto e che in punto di morte, come segno della devozione, fece precipitare sul centro cittadino una alabarda accuminata con dei barbigli ripiegati.


Uno studio approfondito con moderne tecniche di analisi computerizzate fa supporre che il reperto è ancora più vecchio. Il metallo che compone l’alabarda sarebbe stato prodotto almeno mille anni prima, più o meno attorno al periodo in cui visse il tribuno Sergio, martirizzato nel 313 dopo Cristo”.




Altre caratteristiche peculiari sono state scoperte dopo lo studio approfondito, come per esempio la forgiatura a pezzo unico senza l’ausilio di saldature per la creazione e l’inossidabilità della superficie, sinonimo di fabbricazione orientale per le tecniche evolute utilizzate.

Si è provato a dorare il reperto nel corso degli anni ma non è stato possibile grazie alle peculiarità del metallo utilizzato e dal potere intrinseco assolutamente antiossidante.





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